Cambiamenti climatici causati dall'allevamento intensivo

Allevamento - Intensivo

Produzione di gas serra dall'allevamento intensivo

L'allevamento intensivo è una tecnica agricola molto utilizzata dalle grandi aziende alimentari che riescono così ad allevare un ingente quantità di animali destinati alla produzione di carni e derivati, come uova, latte e formaggi. Alcuni dei vantaggi derivanti da questa tipologia di allevamento è la possibilità di allevare grandi quantità di animali senza disporre necessariamente di ampi spazi naturali. Questa tecnica di allevamento da la possibiltà di non avere molti controlli da parte del personale adibito alla custodia e al nutrimento dei capi allevati.

Cambiamenti climatici dovuti all'allevamento intensivo Foto di Artem Beliaikin da Pexels

I processi dell'allevamento intensivo

Il processo di allevamento intensivo prevede una selezione capillare dei capi da allevare in funzione di elevate prestazioni produttive e nutrizionali. Questi animali vengono nutriti attraverso dei regimi dietetici particolarmente mirati, l'assunzione di mangimi concentrati riescono a soddisfare i fabbisogni nutritivi apportando il giusto quantitativo di calorie e proteine (proteine biochimica).

L'allevamento intensivo è la tipologia di allevamento dalla quale derivano la maggior parte dei prodotti alimentari (in particolare carni, uova e prodotti caseari). La pratica dell'allevamento intensivo è particolarmente diffusa nei paesi sviluppati e questo è conseguente alla maggiore domanda di prodotti alimentari e al minor tempo necessario per la produzione dell'offerta.

La riduzione dei costi unitari per una produzione su scala industriale hanno portato a preferire questa tecnica di allevamento a quella tradizionale, consentendo la vendita dei prodotti alimentari per soddisfare un consumo di massa. Nel tempo si sono poi affinate le tecniche di allevamento, considerando sempre più la tutela degli animali allevati, la loro igiene e l'impatto ambientale in risposta al notevole utilizzo di mangimi potenziati.

L'impatto ambientale dell'allevamento intensivo

Purtroppo, nonostante i moltepilici vantaggi derivanti dalla tecniche di allevamento intensivo, in termini di produzione alimentare di massa e tutela dei capi in allevamento, esistono forti conseguenze a livello inquinante. Gli animali allevati, come tutti gli esseri viventi, hanno esigenze evaquative e la quantità dei capi allevati in zone relativamente limitate, favorisce di conseguenza un enorme produzione di feci che vanno ad inquinare le falde acquifere attraverso la presenza di colibatteri.

Gli scarti reflui degli animali hanno una ricca concentrazione di azoto e i microrganismi aerobi, sprigionati da questi scarti, hanno un elevata richiesta biochimica di ossigeno e trasformano le acque superficiali aumentando la concentrazione di sostanze nutritive, fosfati e nitrati. Questa condizione produce danni all'ambiente circostante (flora e fauna) che conseguentemente subiscono un forte inquinamento partecipando al cambiamento climatico generale.

Esistono soluzioni già praticabili a questi problemi come ad esempio l'utilizzo di sistemi di depurazione delle acque e sistemi di cogenerazione dei biogas (cogenerazione a metano).
La cogenerazione a gas metano (o gas naturale) è una particolare produzione di energia elettrica e termica combinate assieme partendo da un impianto comune, alimentato appunto da gas metano.

Un altro problema fortemente impattante nell'evoluzione dei cambiamenti climatici è l'mpoverimento del terreno dovuto al continuo consumo delle sostanze nutritive ad opera delle coltivazioni utilizzate per il foraggiamento degli allevamenti intensivi.

La sottrazione e la continua dispersione di capacità produttive, di un conseguente abbassamento del rendimento e della efficienza dei terreni, comporta un impoverimento delle risorse naturali del territorio.
Anche la deforestazione (o disboscamento), spesso attuato per far posto alla creazione di spazi adibiti ai pascoli, contribuisce fortemente alla destabilizzazione ambientale di interi territori.

Le alternative all'allevamento intensivo

Molte sono le alternative agli allevamenti intensivi di animali come la diminuzione del consumo di carni, migliorando anche la scelta in funzione della qualità dell'allevamento, il supporto della biodiversità oltre che la tipicità delle produzioni esistenti, prediligendo le razze locali.
E' possibile avviare una radicale trasformazione dei metodi di allevamento, questo consentirebbe di renderli più sostenibili a livello economico, più rispettosi verso l'ambiente e più dignitosi nei confronti delle razze animali allevate.

La rivoluzione delle metodologie di allevamento come quello agroecologico passa anche per il rispetto etico dei capi allevati, il riconoscimento del concetto che, un animale da allevamento, non è una macchina da produzione industriale ma bensi un essere vivente consenziente.
Ad esso va riconosciuta un esigenza di specie (libertà di vita, possibilità riproduttiva, igiene dignitosa) che gli consente di vivere in modo migliore e più a lungo.

L'etologia consente all'uomo di avere oggi una profonda conoscenza delle abitudini alimentari, riproduttive e gerarchiche della maggior parte delle specie animali.
Tutto ciò gli consente di perfezionare e ottimizzare le produzioni da allevamento, rispettando le esigenze animali e l'ambiente nel quale quest'ultime vivono e producono cibo per gli esseri umani.