Nuovi dati sulle mutazioni del virus SARS-CoV-2

Covid: cosa è la nuova variante sudafricana

Si chiama “501.V2” la nuova variante sudafricana del Coronavirus

Salute - Covid: cosa è la nuova variante sudafricana Foto di UniSR - Università Vita-Salute - San raffaele
Categoria: Salute | Lunedi 4 Gennaio 2021 - 12:19:24

Dopo mesi di lotta contro una pandemia di livello mondiale scatenata dal Coronavirus (SARS-CoV-2), ci ritroviamo oggi col dover affrontare anche le sue nuove mutazioni, come la variante inglese B.1.1.7 e in un ultima la variante sudafricana, la 501.V2.

L'entrata in scena della nuova variante inglese del Sars-Cov-2


La nuova variante inglese del Covid-19 è stata isolata a Settembre in Inghilterra, costringendo il Governo inglese ad attuare immediatamente un nuovo periodo di lockdown imponendo restrizioni di livello rosso per tutto il mese di Dicembre.

Dopo i primi riscontri su questa nuova variante il Comitato Scientifico del premier inglese Boris Johnson ha confermato che purtroppo, questa nuova mutazione del virus Sars-CoV-2 possiede una percentuale di trasmissibilità del 70% superiore alla versione iniziale ormai conosciuta.

La variante inglese B.1.1.7 è un caso particolare


Una mutazione del vista come un caso eccezionale su un virus della famiglia dei Coronavirus, una delle prime e che non sarà certamente l'ultima ma che deve suggerire a tutti gli scienziati impegnati nella ricerca, di considerare ogni forma di variante come una potenziale minaccia per la risalita dei contagi in tutto il mondo.

Coronavirus, un virus da migliaia di mutazioni


Il virus Covid-19 ne ha avute già oltre 12.000, considerando che, rispetto ad altri virus della stessa famiglia, il COVID viene considerato un virus che muta lentamente.

La mutazione del Covid-19 è talmente lenta da interessare solamente due lettere del genoma in un arco temporale di circa un mese.

In confronto ad altri virus, come quello dell’influenza, possiede un tasso di mutazione di circa la metà nello stesso intervallo di tempo.

La nuova variante sudafricana del Coronavirus


La nuova variante sudafricana del Covi-19, chiamata in codice 501.V2 è stata rilevata in circa 200 campioni che sono stati rccolti da ben 50 presidi sanitari diversi presenti appunto in Sudafrica ed identificata inizialmente nella Nelson Mandela Bay in provincia del Capo Orientale nello stato del Sudafrica.

Quella inglese e questa sudafricana sono due varianti del Sars-Cov-2 nate separatamente ma che condividono la stessa mutazione, chiamata N501Y, nei confronti della proteina Spike, che è quella utilizzata dal Coronavirus per insinuarsi nelle cellule dell'uomo.

Le caratteristiche delle due varianti del Coronavirus


Le caratteristiche riscontrate fra le due varianti sarebbero simili ed avrebbero una maggiore potenzialità di diffusione oltre che velocità nel raggiungere l'organismo, arrivando entrambe ad una percentuale che varia tra il 50%-70% in più di trasmissione, anche nei bambini.

Per il momento il livello di una maggiore gravità della malattia non sembra essere confermato, dobbiamo però considerare che questo virus ha, come tutti i virus esistenti al mondo, la capacità di replicarsi per milioni e milioni di volte e, nelle sue innumerevoli repliche, può subire errori nella replicazione del suo RNA che sembra non diano mutazioni genetiche importanti tali da porsi il problema sull'efficacia dei vaccini al momento a nostra disposizione.