Le polveri portate dai venti sciolgono di più i ghiacci sull'Himalaya

Himalaya: le polveri accentuano lo scioglimento dei ghiacci

Himalaya, ad oltre 4.500 metri diminuiscono le capacità riflettenti delle nevi

Cause - Himalaya: le polveri accentuano lo scioglimento dei ghiacci Photo by Ben Lowe on Unsplash
Categoria: Cause | Venerdi 23 Ottobre 2020 - 12:26:53

Nella catena montuosa più alta del mondo, nell'Asia meridionale, le polveri trasportate dal vento contribuiscono maggiormente allo scioglimento delle nevi per via della forte diminuzione dell'albedo.

L'Himalaya la vetta più alta del mondo


L'Himalaya sta così subendo una forte diminuzione dei ghiacci che caratterizzano la sua imponente vetta, dove fino a qualche anno fa nessuno si sarebbe mai aspettato un simile coinvolgimento della vetta più alta del mondo con i cambiamenti climatici.

L'accelerazione dello scioglimento dei ghiacci, a causa della diminuzione del potere riflettente è un fatto assai inquietante.
Considerata l'enorme altitudine alla quale si trovano questi ghiacci, gli esperti si preoccupano di quanto possa accadere alle nevi presenti sulle vette delle montagne più basse rispetto all'Himalaya.

Il potere di riflessione dei raggi solari (UV) è molto importante dal punto di vista del mantenimento delle temperature globali.
Grazie alle migliaia di Km quadrati di nevi e ghiacci, che il nostro pianeta ha con le sue grandi catene montuose, una parte consistente dei raggi solari che arrivano sulla Terra vengono respinti verso lo spazio e questo permette al nostro pianeta di mantenere una temperatura media in superficie sui 15°C a livello globale.

La causa nasce da tutt'altra parte del mondo


Oltre ad un aumento delle temperature globali, dovuto all'inquinamento atmosferico, lo scioglimento dei ghiacci è causato anche dalle polveri sottili trasportate dal vento e provenienti da zone molto lontane come i deserti africani e le grandi distese asiatiche.

Queste grandi quantità di polvere vanno a depositarsi sulle nevi delle cime montuose diminuendo l'albedo e attirando più calore (essendo più scure della neve).
Così si ha una forte accelerazione nello scioglimento dei ghiacci non potendo riflettere gli UV come prima e anzi, attrarne molti di più aumentando il calore sulla coltre di neve.

La NASA in prima linea nello studio di questi fenomeni naturali destabilizzanti


La rivista scientifica Nature Climate Change ha recentemente pubblicato uno studio finanziato dalla NASA e coordinato da Yun Qian, scienziato Senior specializzato in Scienze Atmosferiche e Divisione Cambiamento Globale a capo del team di ricerca del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) presso il Dipartimento dell'Energia a Richland, Washington (USA).

Questo studio è molto importante per la sopravvivenza delle popolazioni che vivono nella parte Sud Est dell'Asia, in India e in Cina, proprio perchè dipendono molto dall'acqua prodotta attraverso la fusione dei ghiacci dell'Himalaya.
In questi paesi vivono più di 700 milioni di persone e la loro vita è dipesa dalla sopravvivenza di queste grandi distese ghiacciate, che attraverso lo scioglimento rappresentano un importantissima riserva d'acqua dolce.

Dagli studi effettuati si è scoperto come le nevi, a causa della copertura di queste polveri, diventano più scure attirando maggiormente i raggi solari e riflettendone molti di meno.
Questo fenomeno comporta un accelerazione della loro fusione, anticipando i tempi rispetto ai normali ritmi stagionali.

La fusione incontrollata dei ghiacci su tutto il pianeta sta subendo una forte accelerazione per effetto dei cambiamenti climatici globali imputabili alle attività antropiche, questo studio porterebbe a capire un processo non ancora totalmente compreso dalle comunità internazionali e tamponare nel più breve tempo possibile il fenomeno.

Le nostre tecnologie in aiuto per la comprensione del problema


Nello studio condotto dallo scienziato Qian e dai suoi collaboratori si cercano di capire i fattori maggiormente impattanti sul fenomeno dello scioglimento anticipato dei ghiacci sull'Himalaya.

Grazie all'utilizzo delle immagini dettagliate prodotte dai satelliti della NASA OMI, CALIPSO e MODIS sull'Himalaya è stato possibile quantificare la presenza di gas (di tipo aerosol) per ogni quota di altezza potendo appurare la presenza delle varie polveri trasportate dal vento e quella di altri tipi di particolato che sono responsabili dell'inquinamento delle nevi sulla vetta dell'Himalaya.

Il supporto delle immagini satellitari ha permesso agli scienziati di scoprire quanto più velocemente avviene il fenomeno della fusione dei ghiacci dell'Himalaya a causa dei granelli di polvere a quote superiori ai 4.500 Mt S.l.m., questo perchè ad altezze maggiori si sono riscontrate polveri composte da granelli più grandi che riescono a mantenersi per più tempo sulle nevi e sono anche presenti in maggiori quantità rispetto alle altitudini più basse.

Cosi si stanno pian piano annullando le proprietà di riflessione ai raggi solari che le nevi "candide" hanno per loro natura, comportando l'innesco di concause a catena come l'accelerazione della fusione dei ghiacci in acqua.
Purtroppo l'aumento globale delle temperature ha condizionato anche la circolazione dei venti tra i continenti, permettendo alle polveri provenienti da posti come il deserto del Thar, che si trova nella parte Nord dell'India Occidentale, o provenienti dal deserto del Sahara e dalla Arabia Saudita, di riuscire a percorrere migliaia e migliaia di chilometri e riuscire ad arrivare a quote molto elevate come quelle della vetta dell'Himalaya, contaminandone le nevi.

Le responsabilità dell'uomo sulla fusione dei ghiacci dell'Himalaya


Il fenomeno dell'innalzamento delle polveri per migliaia di chilometri è un fatto naturale, permesso dalla circolazione dei venti a livello planetario.

Tuttavia le attività industriali, lo sfruttamento dei campi attraverso l'uso dell'agricoltura intensiva e il disboscamento di intere parti di foreste, ha consentito un ulteriore aumento di queste polveri liberando terreni altrimenti occupati da vegetazione che avrebbero potuto mantenerle in superficie.

Secondo gli scienziati il fenomeno della fusione dei ghiacci sulla vetta dell'Himalaya non è sporadico e nemmeno limitato alla vetta più alta del mondo.
Si considera che lo stesso problema possa verificarsi in futuro anche su altre imponenti catene montuose come quelle presenti negli Stati Uniti, le Montagne Rocciose, in Caucaso e nella catena degli Urali.

I cambiamenti climatici sono, e saranno sempre più, il risultato di tutta una serie di cause e concause sviluppate nel tempo attraverso le azioni sconsiderate dell'uomo.