Alla fine del XVIII secolo non esistevano strumenti adeguati

In quegli anni non si avevano ancora gli strumenti adeguati per poter misurare correttamente le capacità di assorbimento della CO2 nelle acque oceaniche e quindi non si poteva correttamente stabilire il livello di dispersione dell'anidrite carbonica negli oceani.

La produzione e il consumo di cibo nel mondo

La produzione e il consumo di cibo nell'era dei cambiamenti climatici è divenuta sempre più una corsa contro il tempo a chi riuscirà ad accaparrarsi maggiori risorse naturali per la produzione alimentare e industriale.

Ridurre il consumo di carne in difesa della salute

La necessità di ridurre il consumo di carne è anche una prerogativa per la difesa della salute nell'uomo, che grazie agli studi portati avanti negli ultimi anni, ha dimostrato le alte caratteristiche cancerogene, soprattutto in determinati individui.

Caratteristiche di un attività sostenibile

Il pieno rispetto dell'ambiente è un presupposto nell'identificazione di una attività sostenibile, il che la rende conseguentemente eco-compatibile a zero impatto ambientale.

Cambiamento climatico: crederci oppure no

Il negazionismo climatico degli esseri umani.

Ancora oggi molti non credono ai cambiamenti climatici

Scienza - Il negazionismo climatico degli esseri umani Foto di Centre for Ageing Better da Pexels
Categoria: Scienza | Lunedi 11 Ottobre 2021 - 15:17:05

Nonostante i risultati evidenti degli studi scientifici e di prove inconfutabili, che ognuno di noi sta osservando nel territorio in cui vive, ancora in molti sono tutt'oggi reticenti e sostanzialmente negazionisti nei confronti dei cambiamenti climatici.

Negazionismo climatico e società globali


Negli ultimi anni sempre più spesso si parla del cambiamento climatico che il nostro pianeta sta attraversando, mostrandoci quasi quotidianamente come ogni evento meteorologico possa essere più o meno catastrofico.

Al tempo stesso sempre più studiosi e scienziati, provenienti da ogni angolo del mondo, concordano sul fatto che i cambiamenti climatici siano ormai talmente evidenti da non poter più far finta di niente.

Eppure ci sono ancora moltissime persone scettiche sul cambiamento climatico globale, le quali ritengono che il Global warming sia un invenzione dei poteri forti.
I negazionisti climatici pensano che le grandi società finanziarie, attraverso l'influenza dei loro media, cercano di convincere le popolazioni dell'imminente pericolo ambientale per poi avanzare proposte industriali sulla realizzazione di nuove tecnologie energetiche alternative e di miglior profitto economico per le proprie società.

Altri pensano che il riscaldamento globale ci sia sempre stato, oppure che sia un evento meno pericoloso di quanto si voglia far credere.

Psicologi e neuroscienziati: le cause nel negazionismo climatico


Da tempo ormai molti psicologi, scienziati ed econo­misti si interrogano sulle ra­gioni che alimentano in molti individui il negazionismo climatico.

Da alcuni studi emerge come le cause derivino proprio dal funzionamento del nostro cervello, in particolar modo nel sistema di allar­me che ognuno di noi ha ed attiva in determinate circostanze.

Questo sistema di allarme può essere stimolato dal nostro cervello nei casi di evidente pericolo, come ad esempio in situazioni che ci fanno percepire un pericolo per la nostra incolumità fisica o di natura morale e sociale.

Nel caso dei cambiamenti climati­ci certi stimoli non avvengono allo stesso modo, proprio perchè sono percepiti si come un evento negativo ma nel contempo anche molto distante dalla vita di tutti i giorni e quindi considerati come un "pericolo generico" non immediato.

Il distacco temporale delle persone alimenta il negazionismo climatico


E' proprio questo distacco temporale che divide le persone dagli eventi climatici estremi che si verificano spessi in zone molto lontane da loro.

Questo aspetto implica una considerazione minima e molto approssimativa del pericolo che incombe su ognuno di noi.
Spesso ascoltiamo di tragici eventi metereologici che avvengono dall'altra parte del mondo e li consideriamo un pericolo generico proprio perchè non sta interessando direttamente il nostro territorio e di conseguenza non mette nello stato di allerta, come invece dovrebbe avvenire.

Sentire che i ghiacci ai poli si stanno sciogliendo sempre di più, che il livello dei mari sta pericolosamente innalzandosi, mettendo a rischio i paesi asiatici o che la desertificazione sta minacciando tutte quelle zone a ridosso dell'equatore o del nord America, ci lascia sgomenti ma non al punto da far scattare quell'allarme che ci farebbe riconsiderare ogni nostro comportamento quotidiano riferito al rispetto dell'ambiente.

Incoscienza umana: il passato non insegna


Nonostante l'uomo abbia attraversato momenti nefasti a causa delle variazioni climatiche, il passato a quanto pare non insegna.

Ognuno di noi cerca di scacciare le preoccupazioni per eventi futuri cercando di confortarsi ripensando alle soluzioni del passato, cosi nel caso dei cambiamenti climatici molti di noi credono che siano gestibili attuando le dovute scelte come fatto in passati eventi climatici catastrofici.

Non è così, il clima è una delle cose più dinamiche che il nostro pianeta Terra ha e questo dinamismo sta divenendo sempre più veloce e incontrollato.

Non sappiamo se e cosa avverrà nell'immediato futuro, sappiamo per certo che il clima sta cambiando ad un ritmo sempre maggiore.
Le catastrofi ambientali avvenute milioni di anni fa fecero vittime fra centinaia di milioni di esseri viventi non pensanti e distrussero territori naturali che si auto rigenerarono contenendo i danni.

Oggi certi eventi raderebbero al suolo intere città e comunità di esseri umani, intere nazioni, miliardi di persone.

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