Amazzonia: Come distruggere millenni di evoluzione naturale

L'Amazzonia continua a bruciare nel cuore del Brasile

I danni causati dalla barbarie ambientale in Brasile

Disastri ambientali - L'Amazzonia continua a bruciare nel cuore del Brasile
Categoria: Disastri ambientali | Domenica 9 Agosto 2020 - 15:25:14

La più grande foresta pluviale in Brasile brucia migliaia e migliaia di ettari di boschi ogni giorno, senza che nessun governo si decida finalmente di intervenire in modo deciso e radicale per fermare questo scempio sulla natura.

L'Amazzonia: Che cosa stiamo perdendo


La foresta amazzonica è un immensa estensione naturale che ricopre quasi tutto il Nord Ovest del Brasile arrivando a lambire anche zone della Colombia e del Perù con estensione anche ad altri paesi del Sud America.

L'Amazzonia è considerata la più grande foresta pluviale sul pianeta Terra ed è contraddistinta da un enorme livello di biodiversità che comprende migliaia di specie animali e vegetali in simbiosi tra loro.
Le sue caratteristiche ecologiche, e tutti i diversi ecosistemi, gli consentono di produrre ogni anno centinaia di migliaia di metri cubi di ossigeno, per questo è chiamata anche il Polmone Verde della Terra.

E' attraversata da migliaia di fiumi tra cui il più grande che è il Rio delle Amazzoni, questo gli permette di avere migliaia di specie acquatiche che danno un importante contributo alimentare a tutte le altre specie terrestri che vivono nelle foreste, estese per oltre 4 milioni di km quadrati.




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Il dramma dell'Amazzonia


Con più di 2.200 incendi (nello stesso periodo del 2019 erano circa 1900) l'Amazzonia continua a bruciare con un intensità mai vista prima.

Come denunciato da molte organizzazioni attiviste, questo peggioramento è dovuto in parte anche alla crisi pandemica innescata dal COVID 19 che ha limitato e limita tutt'ora l'azione delle associazioni non governative nel controllo e monitoraggio contro gli incendi (spesso di origine dolosa).

Le conseguenze del disastro naturale in Amazzonia


I vasti incendi che stanno devastando l'Amazzonia hanno avuto un incremento di più dell'80% rispetto al 2019 e sono in costante aumento nonostante l'intera comunità internazionale sia in allarme.

Secondo l'INPE (Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale) del Brasile, tra Gennaio e Agosto 2019 si sono verificati 72.000 incendi contro i 40.000 dello stesso periodo del 2018, questo fa capire bene l'entità del problema che ad oggi continua a rimane irrisolto a causa delle scellerate politiche ambientali del Governo Brasiliano e del suo presidente Bolsonaro.

Purtroppo la maggior parte di questi incendi sono causati da attività volontarie dell'uomo, come gli agricoltori che lo fanno per ottenere nuove terre da coltivare e dagli allevatori locali per ottenere nuove zone da adibire ai propri pascoli.

Il Governo di Bolsonaro protegge gli interessi criminali


Questi criminali sono protetti dalla politica sconsiderata del loro presidente Bolsonaro che, in cambio di sostegno elettorale e consenso politico, non li riconosce colpevoli dei roghi anzi, incolpa le associazioni non governative di essere loro ad appiccare gli incendi come ritorsione per il taglio dei finanziamenti pubblici a loro dovuti.

Oltre agli incendi l'Amazzonia viene continuamente violentata attraverso la deforestazione massiccia di estesi territori naturali, incoraggiata sempre dal presidente Bolsonaro attraverso l'annullamento delle sanzioni nei confronti delle aziende produttrici di legname e verso agricoltori e allevatori responsabili di questi disboscamenti illegali.

Il disastro naturale, causato dagli incendi in Amazzonia, non si limita alla sola distruzione di enormi territori boschivi.
Gli incendi di per sè sprigionano un alta concentrazione di anidride carbonica che vanno ad aggiungersi a quella già prodotta da tutte le attività industriali dell'uomo.

I danni non sono solo per la foresta ma anche nell'aria


Le emissioni di anidride carbonica, ad agosto nello stato Amazonas hanno raggiunto i livelli più alti negli ultimi 16 anni e questo causerà un importante aumento della concentrazione di questo gas inquinante in tutto il mondo, portandoci sempre più vicini a quel punto di non ritorno nel combattere seriamente i cambiamenti climatici già in atto da anni.

L'uomo e in particolare la politica, dovrà assumersi tutte le responsabilità di quanto sta avvenendo nel mondo e dovrà prepararsi ad affrontare le sfide economiche che, un futuro fatto di cambiamenti climatici, gli riserverà.