Radici delle piante aumenteranno il Global Warming

Le radici delle piante e i cambiamenti climatici

Come le radici delle piante influenzeranno il riscaldamento globale.

Biodiversita - Le radici delle piante e i cambiamenti climatici Foto Permafrost in Herschel Island - Wikimedia Commons
Categoria: Biodiversita | Venerdi 25 Settembre 2020 - 23:56:39

Fino ad oggi abbiamo sempre considerato l'azione benefica delle piante attraverso la produzione di ossigeno.

Con la fotosintesi clorofilliana abbiamo un aiuto naturale indispensabile per far fronte alla continua saturazione dell'aria da parte degli scarti prodotti dai combustibili fossili prodotti soprattutto dall'azione antropica.

Le radici delle piante peggioreranno il riscaldamento globale


In uno studio condotto dalle università svedesi di Stoccolma e Umeå, che è stato pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, gli studiosi mettono in guardia sulla pesante, quanto ancora sconosciuta, conseguenza dello scioglimento del permafrost.




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Infatti le radici delle piante favoriscono i processi di decomposizione sotto lo strato del permafrost, questo porterà inevitabilmente ad un progressivo e costante rilascio di enormi quantità di anidride carbonica.

I numeri di un futuro inquinamento


Lo strato del permafrost, che ricopre quasi un quarto dell'emisfero settentrionale del pianeta, è un enorme blocco di suolo congelato che trattiene da milioni di anni grandi quantità di CO2.

Il suo scongelamento, fortemente aumentato da alcuni anni a causa delle temperature sempre più alte, rilascerà gradualmente immense quantità di gas-serra tali da peggiorare significativamente l'inquinamento atmosferico e un conseguente maggiore surriscaldamento globale.

Il Priming Effect e la catastrofe ambientale


Il giacchio perenne, che ricopre il suolo di queste zone remote del pianeta, diminuisce assottigliandosi ogni volta che arriva l'estate nell'emisfero settentrionale, per poi rigenerarsi automaticamente grazie all'abbassamento delle temperature con l'arrivo della stagione invernale.

Questo ciclo naturale, iniziato e proseguito per milioni di anni, ormai si sta fermando. Le alte temperature estive sciolgono quasi totalmente lo strato superficiale del permafrost e nella stagione invernale, la scarsità delle precipitazioni, unita alla temperatura costantemente al di sopra dei valori massimi per quelle zone, contribuiscono ad una sempre maggiore scarsità del ghiaccio nel suolo.

Soprattutto nella stagione primaverile e in quella estiva, aumenta la crescita della vegetazione.
Con le radici di queste piante si avviano tutti quei processi chimici ed ecologici che consentono la comparsa di miliardi di microrganismi che consumano (con la loro respirazione) e producono, nel contempo, grandi quantità di CO2.

Il Priming Effect è appunto questo, l'inizio della vita vegetale che comporta l'avvio della vita animale (in questo caso microbica), che emette come scarto organico CO2 e ricavano dalle radici delle piante gli zuccheri che a loro volta sono necessari alla decomposizione di ulteriore materia organica.

Le stime degli studiosi sull'impatto inquinante


Lo sviluppo delle piante e la nascita della vita sotterranea nel permafrost, di batteri e vari tipi di microrganismi, ha come effetto la produzione di anidrite carbonica in quantità spaventose.

Gli autori dello studio calcolano che dagli anni correnti a fine secolo (2100) ci potrà essere un incremento CO2 nell'aria pari a 40 miliardi di tonnellate.

Queste ovviamente sono stime che possono essere ridimensionate nel tempo grazie ad ulteriori studi e rilevamenti in loco, cosi come possono anche essere aumentati per la considerazione della presenza di ulteriori sostanze inquinanti che potrebbero essere prodotti dalle innumerevoli forme diverse di microrganismi monocellulari e pluricellulari esistenti.

Purtroppo nell'aria del nostro pianeta c'è già un enorme quantità di CO2 e quindi questi 40 miliardi di tonnellate andrebbero aggiunte a quelle che sono state precedentemente calcolate (sempre entro il 2100).

Questa quantità da aggiungere è stata considerata fra i 50 e i 100 miliardi di tonnellate di CO2, che verranno liberate nell'atmosfera terrestre come conseguenza del completo scioglimento del permafrost, il quale ha la capacità di trattenere una quantità di anidrite carbonica uguale a quella presente attualmente nelle piante e nell'atmosfera di tutto il pianeta.

Cifre da capogiro che saranno per l'umanità una delle tante sfide ambientali alle quali non ci si potrà sottrarre, considerando che lo studio fa riflettere soprattutto per le quantità di sostanze inquinanti che satureranno la nostra atmosfera circa il doppio di ciò che si stimava fino a qualche anno fa.

Il contrasto a Global Warming e ai cambiamenti climatici sarà una sfida per tutti, perchè coinvolgerà tutti noi e stabilirà se la vita sulla Terra, come la conosciamo oggi, potrà continuare e prosperare.