Acidificazione del suolo: sostanze inquinanti

La presenza di queste sostanze riguarda più comparti dell'ambiente, come l'atmosfera, le acque superficiali e profonde, il vari tipi di suolo, ecc.

Acidità degli oceani: il carbonato di calcio in molluschi e coralli

Esistono molti organismi marini, come ad esempio varie specie di molluschi o anche differenti tipologie di coralli, che hanno gusci fatti per oltre il 95% da carbonato di calcio, una sostanza molto utile e utilizzata in varie applicazioni ingegneristiche e nel campo agricolo.

Gli ecosistemi sono unità ecologiche naturali

Un ecosistema è un unità ecologica o unità funzionale che è fondamentale per l'intera ecologia, può essere definito anche come un insieme sistemico che è composto da esseri viventi (animali e vegetali) e dalle varie componenti inanimate che insieme creano l'intero ambiente circostante.

Perdite naturali ed economiche

La ricerca della materia prima ha portato alla progressiva deforestazione di intere aree forestali ed aree verdi naturali.

Quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici sulla pesca?

Cambiamenti climatici e conseguenze sulla pesca.

Il cambiamento climatico sta danneggiando la pesca

Animali - Cambiamenti climatici e conseguenze sulla pesca Foto di Harrison Haines da Pexels
Categoria: Animali | Venerdi 4 Febbraio 2022 - 15:53:51

I cambiamenti climatici stanno cambiando le abitudini della fauna ittica, attraverso il cambio delle correnti marine e la disponibilità di cibo in varie zone del mondo.

Le ripercussioni del cambiamento climatico sulla pesca


Il cambiamento climatico sta influenzando non solo l'agricoltura e l'allevamento ma anche la pesca.

Le conseguenze derivanti dai cambiamenti climatici, già in atto da anni, stanno spostando la produttività della pesca in tutto il mondo, privandone popolazioni che un tempo ne avevano in abbondanza a favore di altre che avevano concentrato il proprio sostentamento su altre fonti alimentari.

Il cambiamento climatico sta iniziando a sconvolgere quei sistemi ambientali e riproduttivi che sono alla base della evoluzione e proliferazione della fauna ittica, portando le attività di pesca incontro ad una forte crisi economica e alimentare.

Christopher Free e il riscaldamento delle acque


Christopher Free è un assistente ricercatore (facoltà di ricerca) presso la Bren School of Environmental Science and Management all'Università della California - Santa Barbara.
Christofer ha un dottorato di ricerca in Oceanografia presso la Rutgers University e una laurea in Biologia della conservazione presso il Middlebury College.

Christopher Free e un gruppo di scienziati hanno effettuato degli studi, verificando come riscaldamento delle acque è in grado di influenzare la vita dei pesci e la conseguente produttività delle attività di pesca.

Partendo da dati storici sull'abbondanza ittica per 124 specie in ben 38 regioni, hanno accostato questi dati con le varie registrazioni di temperatura effettuate nell'oceano, scoprendo come l'8% della fauna ittica abbia avuto un impatto molto negativo sul surriscaldamento delle acque marine, mentre il 4% ha riscontrato alcuni impatti positivi.

Lo studio ha quindi rivelato come l'aumento delle temperature abbia portato più effetti negativi che positivi tra le popolazioni ittiche e che questo risultato è comunque provvisorio e in previsto peggioramento.

E' stato considerato anche il cambiamento sulla disponibilità di pesce per il cibo dal 1930 al 2010.
Gli studiosi hanno riscontrato maggiori perdite di produttività nella pesca per quanto riguarda le regioni del Mar del Giappone, della costa iberica, quelle del Mare del Nord, piattaforma Celtica-Biscaglia e della corrente di Kuroshio, mentre i maggiori guadagni in termini di aumento della fauna ittica, sono stati riscontrati nel Mar Baltico e nell'Oceano Indiano, poi anche nella regione del Labrador-Terranova e negli Stati Uniti (parte nordorientale).

Cambiamento climatico e pesca eccessiva


Il riscaldamento degli oceani è solo uno dei tanti processi che interessano la vita marina e la produttività di pesce che rifornisce le varie realtà industriali di tutto il mondo.

Un altra minaccia alla produttività della pesca nel mondo è la pesca eccessiva che aumenta lo sfruttamento delle popolazioni marine, rendendole più vulnerabili al surriscaldamento globale delle acque, ostacolando di conseguenza il recupero delle popolazioni più sfruttate.

Oltre metà della fauna marina è colpita negativamente dai cambiamenti climatici in corso che ne riduce le capacità di sopravvivenza e riproduzione.

Alte temperature e diminuzione del placton


Il riscaldamento delle acque crea un effetto domino su gran parte delle popolazioni ittiche, contribuendo in forte modo anche alla diminuzione di organismi di sostentamento come lo zooplankton, fitoplancton e il bacterioplancton.

Queste tre tipologie di plancton rappresentano il nutrimento base per molte altre specie marine, composte da organismi animali che non sono autonomi nel movimento su larga scala e che si lasciano trasportare dalle correnti, il cambiamento di queste correnti comporta lo spostamento delle riserve alimentari da una zona marina all'altra per chilometri e chilometri, mandando in crisi grandi zone marine a guadagno di altre.

Come già sappiamo gli oceani assorbono quasi un terzo delle emissioni di anidride carbonica prodotte dai combustibili fossili a livello mondiale e come conseguenza naturale aumentano la propria temperatura, obbligando molte specie marine a migrare in zone più o meno temperate.

Il cambiamento di queste rotte migratorie aumenta il rischio di invasione di nuove specie in zone non compatibili e già popolate da specie marine residenti.
L'invasione di nuove specie ittiche influenza negativamente l'intero ecosistema locale, e di conseguenza la sua preziosa biodiversità, contribuendo oltre tutto a contrastare la produzione di biomassa, importantissima nel contrastare l'erosione costiera.

Domande & Risposte sul cambiamento climatico
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