Il riscaldamento globale fuori controllo allerta gli scienziati

Clima: Temperature più alte degli ultimi 12000 anni

I livelli delle temperature globali mai cosi alti dall'ultima Era Glaciale

Surriscaldamento - Clima: Temperature più alte degli ultimi 12000 anni Foto di Francesco Ungaro da Pexels
Categoria: Surriscaldamento | Giovedi 18 Febbraio 2021 - 11:21:39

La Terra sta attraversando un periodo di surriscaldamento epocale che mette in evidenza l'eccessivo inquinamento atmosferico e terrestre causato maggiormente dalle attività umane, attraverso l'utilizzo sconsiderato dei combustibili fossili.

Dati preoccupanti sul riscaldamento globale


Da recenti studi condotti sulla storia del clima terrestre, sono stati evidenziati dei dati molto preoccupanti riguardo le temperature medie globali registrate negli ultimi decenni.

Questi numeri mettono in risalto le conseguenze dovute alle enormi emissioni di CO2 prodotte dalle attività antropiche negli ultimi decenni.
Gli studi scientifici si focalizzano sulle differenze emerse fra le temperature globali terrestri presenti sulla Terra circa 12.000 anni fa e quelle attuali, considerando ovviamente l'evoluzione umana e le sue attività inquinanti.

In quell'era geologica il nostro pianeta stava progressivamente riscaldandosi dopo un lungo periodo glaciale e l'uomo iniziò ad evolversi da civiltà nomade a civiltà stanziale, grazie all'ingegno che lo contraddistingueva dagli altri esseri viventi presenti sul pianeta.

La razza umana iniziò cosi a sfruttare i territori attraverso la lavorazione delle terre con attività agricole e rurali, questo permise la sua sopravvivenza senza più avere la necessità di spostarsi continuamente da un territorio all'altro per le attività di caccia.

Oggi il nostro pianeta risulta più caldo di quanto lo è stato negli ultimi 12.000 anni e cioè da quando si sono create le prime civiltà stanziali, come riportato da un importante studio presentato sulla rivista Nature, riguardo l'origine stagionale dei massimi termali dell'Olocene e dell'ultimo interglaciale.

L'Olocene e l'ultimo periodo interglaciale


Ad oggi la nostra civiltà si ritrova a vivere in un epoca geologica chiamata Olocene che rappresenta un periodo interglaciale di 11.700/12.000 anni, iniziato appunto dall'ultima Era Glaciale.

Dall'inizio di questo periodo geologico, e quindi dalla fine dell'ultima Era Glaciale, la Terra ha visto aumentare progressivamente la sua temperatura media globale e, stando ai risultati di questo ultimo studio, il riscaldamento globale è stato continuo e molto significativo per gli esseri viventi che si sono succeduti sul pianeta, razza umana compresa.

Studi precedenti avevano evidenziato come, circa 6.000 anni fa, ci fu un interruzione di questo riscaldamento con un conseguente raffreddamento per poi riprendere negli anni successivi.

Una tesi scaturita dall'analisi di alcuni fossili marini che hanno mostrato come ci fu un picco del riscaldamento terrestre attorno ad un periodo di 6000 anni fa, seguito poi da un successivo periodo di raffreddamento, interrotto dopo alcuni anni da un nuovo aumento delle temperature globali a causa della rivoluzione industriale fino ai giorni nostri.

Il foraminifero: termometro del passato


In realtà la temperatura globale terrestre non si è mai arrestata negli ultimi 12.000 anni, anzi ha subito una sempre più crescente e preoccupante accelerazione.

E allora perche studi precedenti avevano enunciato un calo delle temperature attorno ai 6.000 anni fa?

Il problema è stato trovato nell'utilizzo di particolari fossili marini dei foraminiferi, che sono piccoli organismi marini che si trovano nei sedimenti oceanici sui quali viene analizzato l'isotopo di ossigeno-18 negli esoscheletri calcarei.

In base alla quantità di questo particolare isotopo, presente nel guscio del foraminifero e che dipende dal grado di acidità e di salinità dell'acqua, se nè può dedurre un analisi della temperatura che era presente nelle acque marine in quel determinato periodo geologico.

Valutazioni errate sui foraminiferi


Questi organismi unicellulari vivono sulla superficie oceanica e, quando muoiono, si depositano sul fondale fossilizzandosi negli anni successivi.
L'analisi chimica di questi residui stratificati nei fondali oceanici danno la possibilità di avere, con una certa previsione, la temperatura dell'acqua registrata in quei periodi e di conseguenza quella presente in atmosfera.

L'errore di valutazione dei risultati è scaturito dal fatto che precedentemente si pensava che potessero registrare le temperature a livello annuale, mentre invece la loro riproduzione era in estate e quindi i valori di raffreddamento riportati dal loro isotopo erano riferibili ai periodi più caldi dell'anno in corso.

Pericolosa accelerazione delle temperature


Questo ultimo studio dimostra, contrariamente ai dati ricavati dalle precedenti indagini geologiche, che le temperature medie annuali globali, registrate attraverso l'analisi dell'isotopo-18 rinvenuto negli esoscheletri dei foraminiferi, sono aumentate vorticosamente durante gli ultimi 11.000 - 12.000 anni.

Se ne deduce che il surriscaldamento globale, causato dalle attività dell'uomo, ha portato ad una pericolosa accelerazione delle temperature medie globali in modo del tutto innaturale, comportando dei cambiamenti climatici del tutto inusuali rispetto ad ere geologiche precedenti.

Rispetto a quell'era geologica la Terra riporta ad oggi una temperatura di circa 2,5 °C in più e delle concentrazioni di CO2 superiori alle 160 parti per milione, confermando i risultati riportati dai modelli climatici utilizzati in questi anni dai ricercatori, che rispecchiano fedelmente i valori indicati dalle analisi chimiche effettuate sui questi piccoli fossili marini.