Agricoltura biologica e coltivazioni cicliche

Nell'agricoltura biologica le coltivazioni vengono fatte ruotare in modo ciclico, questo sistema permette un utilizzo più efficiente dei terreni e quindi delle loro risorse.

Le risorse idriche scarseggeranno a causa del Global Warming

Oltre al consumo di risorse agricole, l'allevamento necessita anche di risorse idriche, indispensabili per abbeverare il bestiame. Ci sono animali come i bovini che hanno la necessità di consumare una media di 80 Lt. al giorno di acqua, i maiali intorno ai 20 Lt. seguiti poi dagli ovini con circa 10 Lt.

Il carbonio di tipo gassoso

Il carbonio di tipo gassoso viene rilasciato e riassorbito in modo ciclico dai mari, dalle terre emerse (suolo, rocce etc.) e dalla vegetazione.

Scongelamento del Permafrost

Durante i periodi più caldi dell'anno il permafrost si scioglie perchè subisce delle alterazioni termiche scongelandosi in modo più o meno profondo ma pur sempre a livello superficiale, come ad esempio sui ghiacciai rocciosi o nelle regioni artiche.

Possibili nuove pandemie dopo il Covid-19

Nuovo virus Bombali ebolavirus: Epidemia da virus Ebola.

Le nuove epidemie da Ebola nel mondo post Covid

Salute - Nuovo virus Bombali ebolavirus: Epidemia da virus Ebola
Categoria: Salute | Domenica 30 Maggio 2021 - 13:01:29

Il Bombali Ebolavirus (BOMV) è solo una delle 6 specie conosciute e classificate come appartenenti alla famiglia di virus Ebola (EVD).

Virus Ebola: Storia ed evoluzione


La malattia da virus Ebola (EVD), in passato nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave e a volte anche fatale per l’uomo.

La Commissione Internazionale dei Virus (International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV) è uno speciale comitato che si occupa della classificazione ed organizzazione dei virus conosciuti, creando uno schema universale di classificazione tassonomica.

Questo comitato ha classificato il genere Ebolavirus in un raggruppamento di organismi della famiglia dei Filoviridae, una tipologia di virus a RNA, appartenente al gruppo dei Mononegavirales.

L'Ebolavirus fu scoperto nel 1976 nel Nord Zaire (Repubblica Democratica del Congo) e nella parte meridionale del Sudan e da allora fun iniziato ad essere studiato dai vari laboratori americani, come la Hazleton a Reston in Virginia (USA).

Il nome "Ebolavirus" deriva dal fiume Ebola che si trova nello Zaire dove avvenne appunto la prima epidemia.

Negli anni successivi gli studi epidemiologici hanno consentito agli scienziati di riuscire a catalogare le varie specie/varianti dell'Ebolavirus e classificandole con differenti nomenclature anche in base al territorio dove hanno sviluppato i propri focolai:

  • Zaire ebolavirus (EBOV o ZEBOV)

  • Reston ebolavirus (RESTV o REBOV)

  • Bombali ebolavirus (BOMV)

  • Sudan ebolavirus (SUDV o SEBOV)

  • Tai Forest ebolavirus (TAFV)


Il virus Ebola ha un potere infettivo molto alto e un tasso di mortalità che varia fra il 20% e il 90%.

La famiglia dei virus Filoviridae


La famiglia dei virus Filoviridae comprende sei generi come il Cuevavirus, il Dianlovirus, Marburgvirus, ebolavirus, Striavirus e Thamnovirus.

I virus della Filoviridae hanno in comune la loro forma che è simile ad un filo (vedi immagine articolo) assunto da queste particelle virali, come è possibile notare analizzandoli al microscopio.

La loro azione virulenta è molto violenta, portando ad avere febbre emorragica caratterizzata da episodi di sanguinamento e coagulazione sanguigna anomala che spesso portano alla morte dell'ospite.

L'ordine dei virus Mononegavirales


Il Mononegavirales è un ordine di virus che hanno un genoma a RNA a singolo filamento negativo.
Questo particolare gruppo di virus si suddivide in ben quattro famiglie che comprendono un gran numero di agenti infettivi che riguardano malattie che possono colpire sia gli animali e le piante che l'uomo.

Trasmissione di Ebola Virus


Come per altre tipologie di virus anche per i virus della famiglia Ebolavirus le possibilità di trasmissione possono verificarsi attraverso il contatto con i fluidi corporei degli animali infetti, le loro secrezioni e il contatto diretto con il sangue.

In Africa sono stati appurati casi di infezione da Ebolavirus a seguito di contatti con pipistrelli da frutta, scimpanzè e gorilla, antilopi e porcospini, spesso trovati morti all'interno della foresta pluviale.

Purtroppo una volta contagiato, l'uomo ha alte probabilità di riuscire a infettare parenti e amici con il solo contatto della pelle (attraverso molecole di sudore), oppure infettandosi direttamente con i corpi dei propri defunti, grazie alle pratiche di sepoltura che avvengono in Africa senza alcuna protezione.

Sintomi da Ebolavirus


Il virus Bombali, come tutti gli altri virus della stessa famiglia degli Ebolavirus, riporta sintomi molto comuni e scrivibili ad un ampia tipologia di di virus anche meno pericolosi.

Oltre alla febbre emorragica, che ha un periodo di incubazione che va dai 2 ai 21 giorni, si possono verificare anche altri sintomi molto comuni come:


  • Nausea

  • Dolori di tipo muscolare, articolare e addominale

  • Vertigini

  • Emicrania

  • Mal di gola

  • Debolezza generale

  • Febbre di almeno 38° e 39°

  • Diarrea

  • Evacuazione di feci scure e sanguinolenti

  • Casi di emorragia agli occhi

  • Episodi di tachicardia

  • Possibili necrosi tessutali sistemiche a reni e fegato



Virus Bombali: conseguenze e danni


Come per altre tipologie di Ebolavirus anche il virus Bombali causa emorragie interne, molto pericolose per i vasi sanguigni e causate da una reazione automatica fra le piastrine presenti nel sangue e le molecole virali stesse.

Le emorragie sono interne o esterne, nel primo caso possono causare sanguinamento improvviso dagli orifizi come naso, bocca e ano, portando alla morte nel giro di 15 giorni circa a causa di una progressiva disfunzione degli organi interni che vanno incontro a necrosi.

Virus Bombali: diagnosi e cura


Una pronta e veloce diagnosi è importantissima e può fare la differenza nella percentuale di sopravvivenza del paziente.
Le trasfusioni sanguigne d pazienti guariti dalla malattia da virus Ebola può contribuire ad una progressiva guarigione, sostituendo una buona parte del sangue del paziente con altrettanto equipaggiato da anticorpi sviluppatisi in seguito a trattamento con vaccino dedicato, trattamento con emoderivati, varie terapie di tipo immunitario e farmacologico.

Nel biennio 2014-2016 è stato creato un vaccino di tipo sperimentale per il contrasto dei virus della famiglia Ebola, chiamato rVSV-ZEBOV (conosciuto con il nome di Ervebo).

Verso la fine del 2019 il vaccino a ricevuto il via libera per la sua produzione all'interno dei paesi appartenenti all'Unione Europea e la dichiarazione di conformità da parte dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per una futura diffusione anche nei paesi del Terzo Mondo (ad oggi quelli più colpiti).

Nuovi virus pandemici post Covid


Dopo l'esperienza del Sars-Cov-2, l'intera comunità scientifica mondiale si interroga sugli scenari futuri che potrebbero verificarsi con la comparsa di nuovi e potenti varianti di virus noti.

Il problema è sempre nell'invasione dei territori faunistici che l'uomo persevera ormai da anni, unita al progressivo cambiamento climatico che spinge le varie specie animali a spostarsi geograficamente nei territori occupati dagli esseri umani per cercare nuove fonti di cibo e un clima a loro più consono.

L'intreccio fra cambiamenti climatici e convivenza fra uomo e specie di animali selvatiche, sta portando ad un aumento del rischio di trasmigrazione di ceppi virali, fino ad oggi ad appannaggio esclusivo della razza animale, nell'uomo con conseguenze catastrofiche in termini sanitari ed economici.

La scienza contro i virus pandemici


Le tecnologie di oggi ci consentono di studiare e analizzare specie di virus in modo molto più veloce e preciso, grazie alle sofisticate tecnologie scientifiche e farmaceutiche delle quali l'uomo dispone.

Purtroppo la facilità e velocità con la quale questi virus pandemici riescono a propagarsi nell'ambiente comune, portano inevitabilmente allo sviluppo di epidemie territoriali che, se non debitamente circoscritte, possono esplodere in innumerevoli altre zone nel mondo, come accaduto per la pandemia da Covid-19.

E' quindi necessaria una forte sensibilizzazione di quelle comunità umane (come quelle asiatiche) che continuano ad introdurre specie di animali selvatiche nelle loro comunità per scopi commerciali e nutritivi, rischiando di permettere le trasmissioni di questi pericolosi virus all'uomo.

I cambiamenti climatici saranno sempre più evidenti e pesanti nell'immediato futuro e questo deve spingerci a controllare le nostre invasioni territoriali al fine di evitare che razze di esseri viventi (umane, animali e vegetali) diventino incompatibili tra loro rischiando di estinguersi a vicenda.

Domande & Risposte sul cambiamento climatico
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