Come l'agricoltura contribuisce al cambiamento climatico?

L’agricoltura contribuisce al cambiamento climatico, subendone a sua volta gli effetti devastanti, riconducibili alle attività agricole di origine antropica sostenute proprio per favorire maggiori quantità produttive, tempi meno lunghi, maggiore sfruttamento dei terreni coltivabili e ricorso a prodotti chimici per aumentare il rendimento dei terreni.

La politica Europea incentrata sullo stimolo all'economia circolare

In vari studi recenti, condotti da gruppi di economisti, commissionati dall'Unione europea, sono venuti alla luce dati sconcertanti riguardo la produzione dei rifiuti da parte dei paesi appartenenti all'unione.

La stagione invernale a Ojmjakon

Durante il periodo invernale i residenti evitano di uscire dalle proprie abitazioni se non per stretta necessità e, quando lo fanno, cercano di stare fuori il minor tempo possibile per evitare seri problemi alla pelle e ai tessuti muscolari a causa delle bassissime temperature.

Sviluppo Sostenibile

Lo sviluppo sostenibile ha come obiettivo l'armonizzazione dei processi produttivi con il rispetto dell'ambiente e l'ottimizzazione delle risorse disponibili.

Stagioni cambiate con le temperature in anticipo

Caldo anomalo: si risveglia la natura.

Anticipo di primavera con temperature molto più alte della media stagionale

Conseguenze - Caldo anomalo: si risveglia la natura Pixabay
Categoria: Conseguenze | Martedi 23 Febbraio 2021 - 14:40:08

Le alte temperature che si stanno registrando in questo mese di Febbraio, alquanto anomalo dal punto di vista meteorologico, anticipano in modo preoccupante il risveglio di piante e fiori e la conseguente fine del periodo invernale per molte specie animali, soprattutto quella degli insetti.

Natura in tilt per gli sbalzi termici stagionali


L'elevata variabilità delle temperature confermano il fenomeno dei cambiamenti climatici in atto, con il moltiplicarsi di eventi stagionali estremi che portano, in determinati luoghi dal gelo al caldo improvviso.

Le famose quattro stagioni ormai non esistono quasi più e si può tranquillamente parlare di clima bi-stagionale caratterizzato principalmente dalla stagione calda e da quella fredda.

La primavera, che riveste un importanza fondamentale nell'adeguamento delle specie animali e vegetali verso un nuovo periodo climatico, non ha più quella progressività climatica e metereologica mite che la contraddistingue dall'estate.

Vortici sub-tropicali favoriscono i cambiamenti climatici


Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una sempre maggiore presenza dei cicloni (o vortici) di origine tropicale o sub-tropicale.

Queste importanti correnti, provenienti dalle medie latitudini equatoriali, stravolgono il clima europeo e nord atlantico, portando con se anche tonnellate di sabbia proveniente dai deserti e dalle aride steppe del sud.

Molte specie di insetti ed uccelli, caratteristiche di quelle zone, stanno invadendo da anni tutta la parte nord dell'emisfero, portando destabilizzazione degli habitat locali e spesso distruzione dei raccolti con ingenti danni più volte denunciati dalle associazioni ambientalistiche.

Il monitoraggio della Coldiretti sui cambiamenti climatici


Il monitoraggio della Coldiretti sugli effetti delle alte temperature in anticipo, fa il punto sull'arrivo dell'anticiclone di matrice sub-tropicale.

Fiori e piante hanno i loro tempi per adeguarsi a nuove temperature e la primavera gli consente un risveglio vegetativo graduale e senza la presenza di altre specie vegetali riferite al periodo più freddo.

Le specie vegetali che posso avere un maggior impatto negativo su queste anomalie stagionali sono sicuramente quelle che producono frutti.

Un anticipo delle temperature può avere infatti un effetto ingannevole per le coltivazioni, favorendo un risveglio vegetativo troppo anticipato nei tempi.
Queste variazioni climatiche esporrebbero, soprattutto le piante da frutto, ad eventuali sbalzi termici, ancora possibili in questo periodo dell'anno, rendendole vulnerabili al gelo che gli causerebbe danni incalcolabili.

Conseguenze sulle stagioni dai cambiamenti climatici


Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono evidenti già nel fatto che, anche in Italia, si palesa sempre più la tendenza alla tropicalizzazione.

Il moltiplicarsi degli eventi metereologici estremi sia associa ad una più elevata frequenza di manifestazioni violente, periodi stagionali irregolari e la particolarità delle precipitazioni brevi ma intense, tipiche degli ambienti tropicali.

Anche siccità e alluvioni, associate al rapido passaggio dal freddo al caldo, hanno contribuito alla perdita di decine di miliardi di di euro nell'intervallo temporale di un decennio.

I cali di produzione agricola a livello nazionale, sono stati accompagnati ad ulteriori danni alle strutture agricole e alle infrastrutture presenti nelle campagne italiane.

I cambiamenti climatici non sono un utopia, non sono una cospirazione, tanto meno un invenzione. Sono una realtà sempre più evidente e preoccupante.

Domande & Risposte sul cambiamento climatico
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